mercoledì 28 agosto 2013

La Felicità...

" Noi siamo in cerca non del Bene come causa ma di quello immanente. Si è più volte ribadito che la Vita perfetta, autentica e reale, sta in quella natura intellettiva, mentre tutte le altfe vite sono imperfette, in quanto semplici simulacri di vita, in sé acerbe e ancora impure, che non partecipano più della vita, che del suo contrario. Insomma, ci sia permesso dire che se tutti i viventi si originano da un unico Principio e se gli altri esseri non godono del medesimo livello di vita, allora è necessario che un siffatto Principio sia la prima vita e la più perfetta".

Così scriveva Plotino nel IV trattato della I Enneade. È il trattato sulla felicità, il quarantesimo in ordine cronologico ed è stato scritto dal Filosofo negli ultimi anni della sua vita. Esso è il frutto dell'esperienza di una vita intera!
La felicità, infatti, non consiste nel solo vivere bene nella sfera fisica bensì nel vivere una vita spirituale perfetta, la quale consente di raggiungere il Bene supremo. Solo così l'uomo riuscirà non ad evitare ma ad affrontare i "mali" considerandoli per quello che sono e quindi saperli, inevitabilmente, sopportare.

sabato 10 agosto 2013

La Madonna a Treblinka...



" Mi accorsi che fino a quel momento avevo usato con leggerezza una parola terribile per la sua potenza : immortalità. Questo quadro di Raffaello non morirà finché sarà vivo l'uomo. La sua bellezza è intrecciata, fusa in eterno con quella bellezza che si nasconde, profonda e indistruttibile, dovunque nasce ed esiste la vita, negli scantinati, nelle soffitte, nei palazzi, nelle prigioni"

( La Madonna a Treblinka, Grossman Vasilij)

domenica 7 luglio 2013

Amore e verità...

" Aveva cominciato a sentire che l'amore di suo padre e di sua madre, e anche dell'amico suo, Govinda, non avrebbero fatto per sempre la sua eterna felicità, non gli avrebbero dato la quiete, non l'avrebbero saziato, non gli sarebbero bastati". 
( Siddharta)

Chiari riferimenti.......

L’amore non si può ridurre a un sentimento che va e viene. Esso tocca, sì, la nostra affettività, ma per aprirla alla persona amata e iniziare così un cammino, che è un uscire dalla chiusura nel proprio io e andare verso l’altra persona, per edificare un rapporto duraturo; l’amore mira all’unione con la persona amata. Si rivela allora in che senso l’amore ha bisogno di verità. Solo in quanto è fondato sulla verità l’amore può perdurare nel tempo, superare l’istante effimero e rimanere saldo per sostenere un cammino comune. Se l’amore non ha rapporto con la verità, è soggetto al mutare dei sentimenti e non supera la prova del tempo. L’amore vero invece unifica tutti gli elementi della nostra persona e diventa una luce nuova verso una vita grande e piena. Senza verità l’amore non può offrire un vincolo solido, non riesce a portare l’“io” al di là del suo isolamento, né a liberarlo dall’istante  fugace per edificare la vita e portare frutto.
Se l’amore ha bisogno della verità, anche la verità ha bisogno dell’amore. Amore e verità non si possono separare. Senza amore, la verità diventa fredda, impersonale, oppressiva per la vita concreta della persona. La verità che cerchiamo, quella che offre significato ai nostri passi, ci illumina quando siamo toccati dall’amore. Chi ama capisce che l’amore è esperienza di verità, che esso stesso apre i nostri occhi per vedere tutta la realtà in modo nuovo, in unione con la persona amata. In questo senso, san Gregorio Magno ha scritto che « amor ipse notitia est », l’amore stesso è una conoscenza, porta con sé una logica nuova.Si tratta di un modo relazionale di guardare il mondo, che diventa conoscenza condivisa, visione nella visione dell’altro e visione comune su tutte le cose. Guglielmo di Saint Thierry, nel Medioevo, segue questa tradizione quando commenta un versetto del Cantico dei Cantici in cui l’amato dice all’amata: I tuoi occhi sono occhi di colomba (cfr Ct 1,15).Questi due occhi, spiega Guglielmo, sono la ragione credente e l’amore, che diventano un solo occhio per giungere a contemplare Dio, quando l’intelletto si fa « intelletto di un amore illuminato ».

(Lumen Fidei)

martedì 25 giugno 2013

Principe Vogelfrej...

Così sto, dunque, appeso ad un ramo curvo
Alto sul mare e sopra la collina:
Mi invitò qui, suo ospite, un uccello
Lo seguii a volo e ora riposo, riposo
E batto queste mie piccole ali.
Il mare, bianco si è addormentato,
E addormenta in me ogni ah! e ahimè.
La mèta, il porto li ho dimenticati,
Dimenticati ho timore e lode e pena:
Adesso seguo ogni uccello nel suo volo.
Un passo dopo l'altro - non è vita!
Stanca e avvilisce il moto delle gambe!
Io lascio che mi sollevino i venti,
Amo questo librarmi con le ali
E tener dietro al volo di ogni uccello.
Ragione? - Un brutto affare questo:
Lingua e ragione incespicano spesso!
Il volo mi ha donato nuove forze
E mi ha insegnato più belle occupazioni,
Canto, scherzo e arie da vaudeville.
Pensare soli - è saggio.

 F. Nietzsche - Idilli di Messina

mercoledì 12 giugno 2013

Scoperte...

" C'è voluto quindi tutto lo stomaco di struzzo dei nazisti, accompagnato dall'ignoranza dei loro avversari, per fare di un autore filosemita, antirazzista, antinazionalista, antitedesco, europeista, una loro bandiera"
(Massimo Fini, Nietzsche L'apolide dell'esistenza)

Più volte la figura del filosofo tedesco Nietzsche viene accostata al nazismo...

In alcune delle sue opere possiamo trovare dei passi significativi..

In "Umano troppo Umano"

"L'intera questione ebraica esiste solo entro gli Stati nazionali, in quanto dappertutto l'efficienza e la superiore intelligenza degli Ebrei, il capitale di spirito e di volontà da essi accumulato di generazione in generazione in una lunga scuola di dolore, sono destinati a prevalere in misura tale da risvegliare invidia e odio, sicché oggi in quasi tutte le nazioni, cioè quanto più esse tornano ad assumere un atteggiamento nazionalistico, dilaga il malcostume letterario di condurre gli Ebrei al macello come capri espiatori di tutti i possibili mali pubblici"

In "Al di là del bene e del male"

"Gli ebrei sono senza dubbio la razza più forte, più tenace e più pura che viva oggi in Europa; anche nelle condizioni più difficili essi sanno raggiungere il proprio intento in forza di talune virtù che si preferirebbe oggi marchiare come vizi"

In "Ecce homo"

"Gli ebrei sono il popolo più notevole della storia mondiale"

mercoledì 22 maggio 2013

Mettere al centro la persona...

L’economia mondiale e soprattutto quella italiana sta attraversando un periodo molto negativo. Ma, è proprio dai periodi negativi che si deve costruire un futuro migliore. Le proposte per far ripartire la nostra bella Italia sono semplici.
Si deve partire dal presupposto che la crisi finanziaria, economica, politica è prima d’ogni altra cosa una crisi antropologica.
È l’uomo che ha smarrito la sua vera identità e la sua vera natura di essere umano. Le leggi e i discorsi sull’aborto, sul matrimonio omosessuale, sull’eutanasia, non sono argomenti a sé ma sono il frutto di quello che la società sta cercando di impiantare e sconvolgere nel nostro modo di vivere.
Ritornando al discorso economico l’Italia ha bisogno di ricette semplici e concrete.
Allora partiamo dal presupposto che con l’impostazione keynesiana, e con l’avvento del welfare state si è cercato di riequilibrare il sistema economico e le varie disuguaglianze socio-economiche con i sussidi, agevolazioni eccc…. mettendo lo Stato al centro del Sistema economico e non la singola persona.
Se non si crea lavoro, ci potranno essere tutte le agevolazioni di questo mondo, ma l’individuo non potrà mai godere di un reddito minimo. Quindi meno Stato e più persona. In questo modo si è creato il debito pubblico, ponendo al centro dell’economia lo Stato inteso non come l’insieme di tutti i cittadini ma come società astratta, che ha lo scopo non di stimolare la domanda globale ma quello di mirare almeno al pareggio di bilancio.
Quindi oggigiorno il primo problema non è il lavoro delle singole persone, e delle imprese, ma è quello statale!! Ci affligge il debito pubblico!!
Ma perché? Però non è questo il vero problema dell’Italia oggi!!!!!!
Ci affligge e ci preoccupa il sistema bancario, non il cercare di creare occupazione. Neanche questo è il vero problema!!
Si deve quindi partire dalle cose semplici e concrete, creando, più impresa e meno stato, debellando e stravolgendo il nostro inutile e lagnoso sistema burocratico e fare interventi di micro credito.
Si deve mettere al centro di tutto la singola persona!
Fiducia in questo governo di larghe intese e fiducia anche in una riforma delle istituzioni e soprattutto di quella magistratura politicizzata e fiducia in una semplice e bella legge elettorale
Giovanni Gigliotti

domenica 12 maggio 2013

La mamma...

Epicuro è il primo filosofo antico che svela i suoi sentimenti verso la madre. 
In una lettera, parzialmente conservataci da Diogene di Enoanda, Egli scrive:

e perciò, mamma, abbi fiducia, poiché codeste tue immaginazioni non ti svelano nessun male mio; anzi, io acquisto ogni giorno maggiore incentivo a progredire sulla via della felicità. Pensa che sono felicissimo per la gioia di tali beni e sii orgogliosa di quello che faccio qui. E poi, risparmia per te queste cose che tu continuamente mi invii: non vorrei che mancassero a te per averne io di troppo, mentre preferisco mancarne io purché le abbia tu.

È da premettere che per il filosofo " aggiungere un pò di cacio conservato agli abituali pane ed acqua era già segno di festa". Infatti, le condizioni di salute ed il cibo precario, avevano destato la preoccupazione della madre.

Comprendiamo dunque che:
La mamma è la dimora di ognuno dei suoi figli! E riconosciamo, inoltre, alcune virtù che le appartengono quali: 
l'amore, la pazienza, il conforto, la prudenza, la semplicità, la temperanza, la giustizia e la diligenza.